Le coronavirus en Italie

Desidero confortare chi sa che sono in Italia in questo momento (non sono a Milano, sono a Modena)  e che si preoccupa, (grazie a tutti per i messaggi!); sto molto bene e tutti i miei cari anche, per fortuna!

Sinceramente questa è (ovviamente è solo la mia opinione) l’unica cosa sensata che ho letto su Facebook da una settimana a questa parte. Anche se non vivo più in Italia quello che ho visto fino a qui sono tanto odio (che a casa mia non è mai positivo) tanta critica (il 90% delle persone ritiene di sapere meglio di chi lavora nel settore come funzionano le cose, tipo “tutti allenatori come durante le partite di calcio”) e lo scagliarsi sempre e comunque contro il governo (noto che non vi è coesione nemmeno durante questo momento, che tristezza, ma solo critiche e ancora odio) e c’è chi addirittura nega l’esistenza del virus. Posto che sono la prima a credere nella manipolazione di massa, credo anche che si dovrebbe usare un po’ di più l’umiltà ed almeno provare a pensare che c’è chi tenta di fare al meglio senza ergersi a detentore di verità assolute. A chi tanto critica il comportamento dell’Italia ho tanta voglia di chiedere: ma se per un qualunque motivo (coronavirus o non coronavirus) voi o i vostri cari oggi doveste andare in terapia intensiva, sareste contenti di essere curati o stareste a casa a provare odio? Anche se si hanno idee complottiste o non si è d’accordo sulle disposizioni dello stato (e, per carità, lo rispetto) credo valga comunque la pena di rispettare anche chi lavora per questa situazione, che non è certo chi critica in buona salute sui social ma chi si batte tutti i giorni facendo il

proprio lavoro magari anche a discapito della proprio salute. Cerchiamo di essere un filo meno polemici sempre e un po’ più pratici.

Scrive un medico rianimatore Veneto.

Coronavirus: spieghiamo perché non dovete avere paura ma dovete stare a casa.

Sono un medico rianimatore ed è per questo che mi permetto di spiegarvi come mai lo Stato stia prendendo delle decisioni così drastiche.

Il problema del Coronavirus non è la sua gravità, dal momento che è solo 10, o forse 20, volte più serio dell’influenza. Per quali motivi è più serio dell’influenza?

È diverso, quindi non siamo molto abituati.

Gli anziani non sono vaccinati.

Quindi chi è più a rischio? Gli anziani. Come sempre. I bambini molto meno, non sono segnalati casi gravi pediatrici per il momento.

Allora, come mai ci preoccupa così tanto? Perché è MOLTO PIÙ INFETTIVO dell’influenza, ciò vuol dire che si trasmette con enorme facilità.

A questo punto facciamo qualche calcolo così da capire meglio qual è il problema.

L’Influenza

Di norma l’influenza colpisce nell’arco di una stagione, supponiamo in 5 mesi, circa il 10% della popolazione. Quindi colpisce circa 5 milioni di italiani nell’arco di 30*5 = 150 giorni. La mortalità è dello 0,1%, quindi abbiamo circa 5000 morti (quasi tutti anziani) ogni anno in 150 giorni. Per ogni morto supponiamo di avere circa 4-5 pazienti in rianimazione, per tenerci larghi, e che tutti vadano messi in terapia intensiva. Mettiamo quindi 25.000 persone in terapia intensiva in 150 giorni, con degenza media di 7 giorni, ciò significa 1000-2000 pazienti al giorno in terapia intensiva in Italia durante l’inverno.

Riassumiamo:

Infettività: 10% potenziale (dati reali) = 50 milioni * 10% = 5 milioni di infetti, molti dei quali inconsapevoli.

Mortalità: 0,1% stimata = 5000 persone in 150 giorni.

Critici: 5*0,1% = 25.000 persone in 150 giorni. quindi circa 1000-2000 persone in terapia intensiva al giorno per influenza.

I posti letto in terapia intensiva sono per la provincia di Venezia, dove io abito, circa 60 su 1 milione di abitanti, quindi potrebbero essere circa 4000 in tutta Italia. Questo significa che nella peggiore delle ipotesi i pazienti con influenza e le sue complicazioni, ovvero la polmonite, occupano tra il 25 e il 50% al massimo delle terapie intensive d’Italia nel massimo del picco.

Il Coronavirus

Vediamo ora cosa può accadere con il Coronavirus. Ricordiamoci che la grande differenza è che il Coronavirus è estremamente più infettivo e potrebbe infettarci, anziché in 150 giorni, in 30-60 giorni. Supponiamo 60 giorni. Ricordiamo che può colpire fino al 60% della popolazione, dati stimati, quindi facciamo qualche calcolo:

Infettività: 60% potenziale (dati stimati) = 50 milioni * 60% = 30 milioni di infetti, di cui la stragrande maggioranza inconsapevoli.

mortalità: 1-2% stimata = tra 500.000 e 1.000.000 milione di persone.

Critici: 5% = 1.500.000 persone in 60 giorni. quindi circa 300.000 persone in terapia intensiva.

Ma abbiamo solo 4000 posti letto! Come possiamo mettere 300.000 persone in terapia intensiva quando abbiamo solo 4000 letti?

ADESSO LO AVETE CAPITO COME MAI DOVETE STARE A CASA?

Se state a casa, la gente si infetta poco alla volta. Molti non se ne accorgono. Gli altri, specialmente gli anziani, ma anche qualche giovane, noi medici e infermieri li prendiamo, li mettiamo in terapia intensiva, li curiamo e ve li restituiamo. Un poco alla volta.

Se invece tutti escono di casa il rischio è che si infettino tutti insieme e che quindi non riusciamo a gestirli, con un aumento importante della mortalità.

NON DOVETE ANDARE IN PANICO, MA PRENDETE LA COSA SERIAMENTE. STATE A CASA.

By Beatrice Bassi

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